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L’idea della Velatura è nata quando ho cominciato ad osservare vecchie pellicole e lastre conservate nel mio archivio fotografico. Sovrapponendole senza ordine su una superficie retroilluminata, mi sono reso conto che la fotografia andava ad incontrare la pittura: ciò avveniva attraverso i linguaggi a loro propri, rispettivamente la luce e il colore. Questo è il punto esatto in cui si determina la velatura, non solo come tecnica pittorica, ma come linguaggio a cui la pittura stessa, tutta, può essere ricondotta. Sovrapposizione, strati di luce e materia, cioè, appunto, colore. Di questo infatti si tratta: partire da un addensamento di materiale analogico apparentemente astratto, per un viaggio di avvicinamento e di perlustrazione verso il figurativo.

 

VELATURA

The idea of Velatura (Glazing) came to me when I began to notice all the old celluloid films and sheets which were stored in my photographic archive. Piling up an overlapping randomly on a surface which was lit from behind, I realised that somehow photography was about to meet up with the art of painting: this came about through the languages they both employed, respectively light and colour. It's the precise point when you estabilish that the glazing, not just as a painting technique, but like the language of the very same painting, whole, can be renewed. Superimposition, layers of light and material, that is, ergo, colour. From here it's a question of: starting with a seemingly abstract thickening of analogical material, and heading off on a journey of convergence and reconnaissance towards the figurative.

Il progetto sui depositi ha avuto inizio nel 2006, in occasione di una collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Firenze finalizzata alla preparazione di un evento per il 40° anniversario dell'alluvione. L’idea da me proposta fu quella di effettuare le riprese fotografiche nei vari depositi del museo che, nel 1966, era stato gravemente danneggiato dalle acque dell'Arno.

La notte del 4 novembre 2006 le fotografie dei depositi vennero proiettate sulla facciata del palazzo del museo.


In questa raccolta ho incluso anche scatti fatti precedentemente, nel 1998, nella Cripta dei Cappuccini di Palermo (The Living Dead, Westzone Publishing, 2000) e nel Salone degli Scheletri del Museo La Specola di Firenze, perché li ritengo riconducibili al medesimo concetto cardine di questo lavoro.

 

MUSEUM STORES

The project started in 2006 on the occasion of an event organized by the National Archeological Museum of Florence dedicated  to the 40th anniversary of the 1966 flood. I proposed a shoot in the stores of the Museum that had been severely damaged by water from the Arno river. The photos of the stores were projected onto the façade of the Museum on the night of 4 November 2006. I have also included in this collection also some photos I had taken previously, in 1998, in the Capuchin Crypt of Palermo ("The Living Dead", Westzone Publishing, 2000) and  in the Hall of Skeletons of La Specola Museum in Florence, because I consider them related to the key concept of this work.

 

Piazza Jamaa El Fna – Marrakech, 23 gennaio 2011

Attraverso i vicoli, nel luogo d'incontro della città, cuore della Medina, dove la popolazione e i turisti si mescolano fra le bancarelle, gli artisti di strada, il frastuono e le griffe.

Circa tre mesi dopo, nella stessa piazza, il cui nome significa 'Raduno dei morti', un'esplosione uccide 16 persone e ne lascia venti ferite in modo grave.

 

LOGO

Jamaa El Fna square – Marrakesh, 23rd January 2011
Through the lanes, in the meeting point of the town, the hearth of the medina quarter, local people and tourists mix among stalls, street artists, hubbub and griffe.
Three months later, in the square which name means ‘The Assembly of Death’, a blast killed 16 people and seriously injured another 20.

 

Queste immagini nascono dal testo di vecchie cartoline postali.

L'osservazione si concentra su espressioni da isolare ed evidenziare. In questo caso l'evidenziatore è una post-produzione che funziona da bianchetto, che cancella tutto, lasciando frammenti di testo nella posizione in cui erano stati scritti, e una dicitura comune a tutte le cartoline: Riproduzione vietata. (2011)

 

ALL RIGHTS RESERVED
These pictures originate from the texts of old postcards.
The observation focuses on the isolation and highlighting of some expressions. In this case, the highlighter is a post-production acting as a correction fluid that masks everything, leaving only some fragments of text in their original position and the following wording for all postcards: All Rights Reserved. (2011)

 

Le immagini usate per la sovrapposizione sono le prime due occorrenze che appaiono in una ricerca su Google Immagini.
La parola chiave, il motore di ricerca, la data e l'ora sono la loro didascalia.

 

GOOGLE TOP 2
The pictures used for the overlapping are the first two Google Images search results.
Key word, search engine, date and  time become their captions.

Il dito indice scorre sulla superficie della vasca, e raduna tutti i capelli lasciati sul fondo.

 

YOU WERE BEAUTIFUL
The forefinger glides on the bath surface and collects the hair left on the bottom.

 

 

La gabbia grafica d'impaginazione di un giornale crea accostamenti imprevisti, allineamenti fra elementi di qualunque provenienza che si combinano e interagiscono.             Per alcuni mesi ho guardato, più che letto, il giornale partendo dal paginone centrale e sfogliandolo come una risma di carta. La scompaginazione totale della grafica e dei contenuti porta a ulteriori combinazioni assolutamente casuali. (2005)

 

LA REPUBBLICA
The grid of a newspaper creates unexpected combinations, alignments of elements of various origins that match and interact. I have been looking at - instead of reading - the newspaper for months, starting from the centerfold, turning over the pages as if it were a ream. The total disarrangement of graphics and contents leads to further absolutely random combinations. (2005)

 

Un preparato istologico in cui osservare contemporaneamente tutti i tessuti che compongono un organismo.
Mi sono fatto pungere da zanzare che, dopo averle addormentate con alcol, ho fotografato per trasparenza fra due vetrini. (Settembre 1995)

 

THIS IS MY BLOOD
A histologic specimen to observe all the tissues of an organism.I let mosquitos sting me and, after having anaesthetized them with alcohol, I photographed them sandwiched between two transparent glass slides. (September 1995)

 

 

Queste immagini ritraggono persone per strada mentre passano davanti a un fondale bianco inconsapevoli di essere fotografate.

La presenza del fondale, posizionato nelle città e nei luoghi più diversi, permette di trasportare idealmente le scene in studio senza che esista alcun tipo di contatto fra me e le persone ritratte, senza posa, eliminando qualsiasi contesto.

Lo sguardo si concentra sui gesti e sui movimenti compiuti dalla gente comune nell'atto di camminare, nell'attesa, nell'incrociare altre persone. (2000-2006)

 

THE PARADE
These pictures portray people in the streets passing in front of a white backdrop unaware of being photographed.
The use of a backdrop, set in the most different places and cities, permits to ideally transfer the scenes into a studio avoiding any interaction with the photographed people, any posing, and isolates the subjects from the contexts.
I focus on gestures and movements of common people while they are walking, waiting, meeting other people. (2000-2006)

 

Queste immagini per uso scientifico, selezionate da archivi fotografici di zoologia, sono state proiettate in studio su superfici di vario genere e rifotografate.
                                                                                                                                                                                                                                        

7 agosto 2013

I lavori non fatti, i lavori non finiti.

 

Una massa disordinata di appunti fotografici che non trovano sbocco, dimenticati in un cassetto o in un hard disk, in attesa di una narrazione che non avviene.

Idee che perdono consistenza e che, a una seconda analisi, risultano povere, poco sviluppabili, oppure troppo complesse, dispendiose, già viste; a quel punto il desiderio e la necessità di completarle sfumano, lasciandomi insoddisfatto, autore di un lavoro incompleto e accantonato, con il proposito di riprenderlo in mano in futuro.
Tutte queste immagini sono l'indice di un libro di racconti mai scritti, un'opera fatta di soli titoli in cui anche il provino o la singola fotografia trovano una  diversa forma di narrazione. 

Appuntamento alle 18,00 al convento, in Piazza Cappuccini. Mi accoglie un giovanissimo frate per effettuare un sopralluogo della Cripta, scusandosi per la momentanea assenza di corrente elettrica. Con la candela in mano, e l'altra mano a riparare la fiamma, il frate si incammina lungo i corridoi raccontandomi alcuni dei tanti aneddoti legati a questo luogo. Ogni tanto rallento il passo, mi tengo alle sue spalle per vederlo camminare controluce nel silenzio, nella spettralità dei corpi che si affacciano lungo le pareti.

Palermo, domenica 8 febbraio 1998

 

THE LIVING DEAD
Appointment at 18:00 at the monastery, in Piazza dei Cappuccini. I am welcomed by a very young friar who takes me for a visit of the Crypt apologizing for the momentary lack of electricity. Holding a candle in one hand with the other hand protecting the flame, the friar makes his way along the corridors telling me some of the many anecdotes about this place. Occasionally, I slacken my pace to find myself behind him and look at him walking against the light in silence, in the spectrality of the bodies along the walls.
Palermo, Sunday 8th February 1998